Articolo aggiornato al 07/03/2025(AD) ore 23:00
La sua compagna chiede aiuto: e noi non restiamo in silenzio!
Enrico Gianini è detenuto in una
struttura psichiatrica per aver rifiutato, per obiezione di
coscienza, misure restrittive basate su accuse infondate. La sua
storia non è solo una violazione dei diritti umani, ma un pericoloso
precedente per tutti: oggi tocca a lui, domani potrebbe toccare a
chiunque osi difendere la propria dignità.
Una perizia medica smentisce la
"pericolosità sociale".
La Corte Costituzionale tutela
l'autodeterminazione della coscienza (Sent. 467/1991).
L'internamento psichiatrico come
punizione è INACCETTABILE.
FERMIAMO QUESTA INGIUSTIZIA!
Leggi e condividi e agisci direttamente con la denuncia
pubblica: "Il male trionfa solo quando i giusti stanno
in silenzio" (M. Gandhi).
Non lasciamo che accada. Agiamo
ora!
Sostieni Enrico:
-
Diffondi questo messaggio.
-
Coinvolgi associazioni per i
diritti umani
-
Pretendi trasparenza dalle
istituzioni.
Segue testo della denuncia:
Denuncia Pubblica per la
Liberazione di Enrico Gianini
Violazione dei Diritti Umani e
delle Libertà Fondamentali
Premessa
La presente denuncia pubblica è
promossa da cittadini, organizzazioni e attivisti per i diritti
umani, preoccupati per la detenzione ingiustificata di Enrico
Gianini, attualmente recluso in una struttura psichiatrica a seguito
del rifiuto di ottemperare a misure di libertà vigilata. Tale
rifiuto, motivato da obiezione di coscienza, deriva dalla
contestazione della fondatezza delle accuse di "comportamento
socialmente pericoloso" e dalla difesa del diritto
all'autodeterminazione della coscienza, sancito dalla Costituzione
italiana e dalle sentenze della Corte Costituzionale.
Fatti e Contesto
Enrico Gianini è stato sottoposto a
misure restrittive di libertà vigilata in base a un'imputazione di
presunta pericolosità sociale, da lui sempre respinta come contraria
alla verità. La sua scelta di non aderire a tali misure è stata
espressa come obiezione di coscienza, fondata sul rifiuto di
riconoscere legittimità a provvedimenti ritenuti lesivi della sua
dignità e libertà. Nonostante il suo comportamento non violento e
l'assenza di pericolosità sociale accertata dal dottor Meluzzi
(attraverso una perizia di parte), le autorità hanno disposto il suo
internamento in una struttura psichiatrica, configurando una misura
sproporzionata e contraria ai principi costituzionali.
Basi Giuridiche e Violazioni
1. Protezione della Coscienza
Individuale (Art. 2 Cost.)
La Sentenza n. 467/1991 della Corte
Costituzionale afferma che la coscienza individuale è un valore
costituzionale supremo, base spirituale dei diritti inviolabili.
L'obiezione di coscienza è legittima quando le norme confliggono con
i convincimenti morali o filosofici della persona, specie se prive di
fondamento. Enrico ha esercitato questo diritto rifiutando misure
basate su accuse non veritiere, come dimostrato dalla perizia del
dottor Meluzzi.
2. Divieto di Pressioni
Continuative sulla Coscienza (Sent. 43/1997)
La Corte ha dichiarato
incostituzionale la "spirale delle condanne" per lo stesso
fatto, poiché minaccia la libertà di coscienza. La detenzione di
Enrico, conseguente al rifiuto reiterato di aderire a misure
ingiustificate, rientra in questa logica coercitiva, volta a piegare
la sua autonomia decisionale.
3. Supremazia dei Principi
Costituzionali (Sent. 1146/1988)
I principi supremi dell'ordinamento,
tra cui la dignità umana (Art. 2) e la libertà personale (Art. 13),
non possono essere sovvertiti. L'internamento psichiatrico, privo di
fondamento scientifico (come attestato dalla perizia) e utilizzato
come sanzione, viola tali principi.
4. Violazioni Specifiche
-
Art. 3 Cost.: Disuguaglianza di
trattamento per l'uso discriminatorio di misure psichiatriche.
-
Art. 13 Cost.: Libertà
personale lesa senza giustificato motivo.
-
Art. 32 Cost.: Abuso di
trattamenti sanitari non terapeutici.
-
Convenzione ONU sui Diritti
delle Persone con Disabilità (Art. 14): Opposizione alla detenzione
basata su presunte disabilità psichiche.
Quadro Giuridico Internazionale e
Strategie di Azione
5. Convenzioni Internazionali
Vincolanti e Diritto Cogente
-
Dichiarazione Universale dei
Diritti Umani (Art. 5, 9, 12, 18 e 19): Vieta trattamenti
degradanti, detenzione arbitraria e tutela l'integrità psicofisica,
la libertà di coscienza e di espressione.
-
Patto Internazionale sui
Diritti Civili e Politici (Art. 7, 9, 10, 18 e 19): Proibisce
trattamenti inumani, detenzioni arbitrarie e impone il rispetto
della dignità umana dei detenuti.
-
Convenzione Europea dei Diritti
dell'Uomo (Art. 3, 5, 8, 9 e 14): Protegge dall'internamento
ingiustificato (art. 5) e dalla discriminazione (art. 14).
-
Convenzione ONU sui Diritti
delle Persone con Disabilità (Art. 12, 14, 15, 17, 19 e 25):
Garantisce l'uguaglianza davanti alla legge, la libertà dalla
tortura, l'integrità della persona e la vita indipendente.
-
Convenzione ONU contro la
Tortura: L'art. 1 include gli atti che causano sofferenza psichica
per fini punitivi o discriminatori.
-
Principi di Yogyakarta Plus 10
(Principio 32): Proibisce l'uso della psichiatria contro persone per
le loro convinzioni.
6. Giurisprudenza Vincolante
della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo
-
Caso Bureš v. Repubblica Ceca
(40/2012): Trattamento psichiatrico coercitivo non necessario
qualificato come "trattamento degradante" (violazione Art.
3 CEDU).
-
Caso M.S. v. Croazia (n°2)
(75450/12): Internamento forzato senza consenso informato
costituisce violazione Art. 5 CEDU.
-
Caso Shtukaturov v. Russia
(44009/05): Privazione della capacità giuridica e internamento
psichiatrico forzato violano Art. 5, 6 e 8 CEDU.
-
Caso Stanev v. Bulgaria
(36760/06): La Grande Camera ha stabilito che l'internamento
psichiatrico coatto senza adeguate valutazioni periodiche viola gli
Art. 3, 5, 6 e 13 CEDU.
-
Caso Lashin v. Russia
(33117/02): Violazione Art. 8 per interdizione e internamento basato
su valutazioni obsolete.
-
Caso Bataliny v. Russia
(10060/07): Somministrazione forzata di farmaci sperimentali
qualificata come tortura (violazione Art. 3).
-
Caso Dvořáček v. Repubblica
Ceca (2014): Obbligo di stabilire "necessità medica" per
giustificare trattamenti coattivi.
-
Caso X v. Finlandia (34806/04):
Trattenimento psichiatrico e trattamento forzato senza adeguate
garanzie procedurale viola Art. 5 e 8.
-
Caso H.L. v. Regno Unito
(45508/99): "Dottrina della necessità" insufficiente a
giustificare internamento (violazione Art. 5).
7. Standard ONU e Meccanismi di
Protezione
-
Principi per la Protezione
delle Persone con Malattie Mentali (A/RES/46/119): Il Principio 4
stabilisce che "la determinazione di malattia mentale non deve
mai basarsi su status politico, economico o sociale, o su conflitti
con valori morali, sociali, culturali o politici".
-
Rapporto Speciale ONU sulla
Tortura (A/HRC/22/53, 2013): Identifica come tortura i trattamenti
psichiatrici forzati quando causano grave sofferenza alle vittime.
-
Rapporto ONU sulla Salute
Mentale (A/HRC/35/21, 2017): Raccomanda l'abolizione di tutte le
pratiche coercitive in psichiatria.
-
Linee Guida del Comitato per la
Prevenzione della Tortura (CPT/Inf(98)12): Condanna l'uso della
psichiatria per controllo sociale.
-
Comitato sui Diritti delle
Persone con Disabilità (CRPD/C/ITA/CO/1, 2016): Raccomandazioni
specifiche all'Italia sull'abolizione del trattamento involontario.
-
Manuale ONU per Parlamentari
sulla Convenzione CRPD: Richiede l'eliminazione della detenzione
basata sulla disabilità.
8. Protocolli e Dichiarazioni
Internazionali Pertinenti
-
Protocollo di Istanbul (2004):
Standard ONU per l'accertamento medico della tortura.
-
Dichiarazione di Helsinki
(2008): Criteri etici per la ricerca medica.
-
Dichiarazione di Madrid
dell'Associazione Mondiale di Psichiatria (2011): Condanna l'uso
della psichiatria per fini politici.
-
Convenzione di Oviedo sui
Diritti Umani e la Biomedicina (1997): Il consenso informato come
requisito per ogni intervento sanitario (Art. 5).
-
Carta dei Diritti Fondamentali
dell'Unione Europea (Art. 3): Tutela dell'integrità fisica e
mentale.
-
Regole Mandela ONU (2015):
Standard minimi per il trattamento dei detenuti, incluse persone con
problemi di salute mentale.
9. Strategie Legali Multi-livello
-
Ricorso ex Art. 35-bis Ord.
Pen.: Reclamo giurisdizionale per condizioni detentive inumane.
-
Istanza al Tribunale di
Sorveglianza: Richiesta urgente di riesame delle misure restrittive.
-
Procedura urgente ex Art. 700
c.p.c.: Azione cautelare d'urgenza per pericolo imminente ai diritti
fondamentali.
-
Presentazione Habeas Corpus:
Impugnazione della legittimità della detenzione.
-
Procedura Rule 39 CEDU:
Richiesta di misure cautelari urgenti alla Corte di Strasburgo.
-
Comunicazione al Comitato ONU
sui Diritti delle Persone con Disabilità (Protocollo Opzionale
CRPD).
-
Denuncia al Comitato ONU contro
la Tortura (CAT) e al CPT europeo.
-
Interverventos de tertios:
Richiesta di intervento di ONG specializzate nei procedimenti.
Richiesta di Intervento
Chiediamo alle autorità competenti:
-
Cessazione Immediata:
Rilascio immediato di Enrico Gianini con revoca dell'internamento
psichiatrico coatto, applicando il principio di "least
restrictive alternative" ex Art. 14 CRPD.
-
Riesame Indipendente:
Valutazione da parte di un collegio indipendente, che includa
esperti internazionali nominati dall'ONU o dal Consiglio d'Europa,
in conformità con il "General Comment n. 1" del Comitato
CRPD.
-
Accertamento Responsabilità:
Indagine sugli abusi commessi e sulle violazioni del consenso
informato (Art. 5 Convenzione di Oviedo) con segnalazione alla
Procura della Repubblica e all'Autorità Garante per la protezione
dei dati personali.
-
Misure Riparative:
Risarcimento per detenzione arbitraria secondo i parametri di
indennizzo stabiliti dalla CEDU nel caso Stanev v. Bulgaria e nel
caso Bataliny v. Russia.
-
Garanzie di Non Ripetizione:
Adozione di protocolli vincolanti conformi alle raccomandazioni del
Relatore Speciale ONU sulla Tortura (A/HRC/22/53) contro l'uso
improprio della psichiatria.
-
Allineamento Normativo:
Revisione urgente della legislazione nazionale sulle misure di
sicurezza psichiatriche in conformità con gli obblighi derivanti
dalla ratifica della CRPD (Legge 18/2009).
-
Monitoraggio Indipendente:
Attivazione di un meccanismo di vigilanza indipendente in accordo
con la risoluzione A/HRC/36/L.25 del Consiglio ONU dei Diritti
Umani.
-
Intervento Internazionale:
Coinvolgimento del Meccanismo Nazionale di Prevenzione della Tortura
e richiesta di visita urgente del CPT (Comitato Europeo per la
Prevenzione della Tortura).
Conclusioni
Enrico Gianini incarna la lotta per
il diritto all'autodeterminazione contro misure oppressive. La sua
detenzione non solo viola la Costituzione e il diritto
internazionale, ma rappresenta un pericoloso precedente per la
libertà di tutti. Esortiamo la società civile e le istituzioni a
intervenire, affinché i principi di giustizia e umanità prevalgano
sull'arbitrio.
Il caso di Enrico Gianini trascende
la dimensione individuale e solleva questioni fondamentali sul
rispetto dello stato di diritto in Italia. In linea con quanto
affermato dal Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d'Europa
nel rapporto CommDH(2019)13: "Quando i diritti di una persona
vengono violati a causa delle sue convinzioni, è l'intera
architettura dei diritti umani ad essere minacciata."
Firma e Sostegno [Spazio per firme
di cittadini, associazioni, avvocati, autodeterminati]
Fine denuncia
Modalità di Azione Parallele
A. Azioni Legali Immediate
Modalità di Azione Parallele
A. Azioni Legali Immediate
-
Ricorso d'urgenza al Tribunale
di Sorveglianza (ex Art. 35-bis O.P.)
-
Istanza al Magistrato di
Sorveglianza per revoca misura di sicurezza (Art. 679 c.p.p.)
-
Domanda di risarcimento per
ingiusta detenzione (Art. 314 c.p.p.)
-
Diffida formale alle autorità
sanitarie per violazione consenso informato (Art. 33 L. 833/1978)
-
Esposto alla Procura per abuso
dei mezzi di correzione (Art. 571 c.p.)
B. Azioni Internazionali
Coordinate
-
Ricorso individuale alla CEDU
(Art. 34 CEDU) con richiesta di misure provvisorie (Rule 39)
-
Comunicazione individuale al
Comitato CRPD (Art. 1 Protocollo Opzionale)
-
Comunicazione urgente allo
Special Rapporteur ONU sulla Tortura (Procedura 104 OHCHR)
-
Petizione urgente al Parlamento
Europeo (Art. 227 TFUE)
-
Alert al sistema di
monitoraggio Media Freedom del Consiglio d'Europa (in caso di
censura)
C. Azioni di Mobilitazione Civile
-
Coalizione di ONG per i diritti
umani (Human Rights Watch, Amnesty International)
-
Coinvolgimento di associazioni
forensi internazionali (ELDH, FIDH)
-
Petizione al Global Mental
Health Network
Note
La denuncia può essere inviata a:
-
Ministero della Giustizia
-
Garante Nazionale dei Diritti
delle Persone Private della Libertà
-
Comitato ONU contro la Tortura
-
Consiglio Europeo per i Diritti
Umani
-
Corte Europea dei Diritti
dell'Uomo
-
Special Rapporteur ONU sulla
Tortura
-
Special Rapporteur ONU sui
Diritti delle Persone con Disabilità
La libertà di coscienza è
il fondamento di ogni diritto: negarla costituisce un crimine contro
l'umanità
"Il test della civiltà di
un Paese si misura da come tratta coloro che discordano dal pensiero
dominante" - Václav Havel, Presidente della Repubblica
Ceca e dissidente politico internato in psichiatria
Mahat Cerasuolo
Caso Enrico Gianini - Contatti prioritari completi
PRIORITÀ 1: AUTORITÀ CON POTERE DI INTERVENTO IMMEDIATO
1. Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà
• Rilevanza: Unica autorità con potere di ispezione immediata nelle strutture psichiatriche senza preavviso
• Contatti diretti:
• Presidente Mauro Palma: Tel: 06.66591560 / 06.66591561
• Email: segreteria@garantenpl.it
• PEC: prot.segreteria@cert.garantenpl.it
• Numero Emergenze (24h): 348.1505408
• Sede: Via di San Francesco di Sales, 34 - 00165 Roma
2. Magistrato di Sorveglianza competente territorialmente
• Rilevanza: Unico organo con potere di sospensione immediata delle misure applicate
• Contatti: [Ricerca tribunale competente su giustizia.it in base alla struttura dove è internato Enrico]
• Modello generico: uffsorv.tribunale.[città]@giustizia.it
• PEC: prot.tribunale.[città]@giustiziacert.it
• Centralino: [Recuperare dall'Ufficio Relazioni con il Pubblico del tribunale]
3. Difensore Civico Regionale (della regione dove si trova la struttura)
• Rilevanza: Potere di intervento rapido senza attendere procedure giudiziarie
• Contatti: [Variano per regione - esempio Lombardia]
• Telefono: 02.67482465 / 02.67482467
• Email: difensore.civico@consiglio.regione.lombardia.it
• PEC: difensore.civico@pec.consiglio.regione.lombardia.it
PRIORITÀ 2: ORGANISMI INTERNAZIONALI CON MECCANISMI D'URGENZA
1. Corte Europea dei Diritti dell'Uomo - Procedura Rule 39
• Rilevanza: Può ordinare misure provvisorie vincolanti entro 24-48 ore
• Contatti diretti:
• Email urgenze: Rule39.Registry@echr.coe.int (specificare "RULE 39 - URGENT" nell'oggetto)
• Telefono Cancelleria: +33 (0)3 88 41 20 18
• Fax: +33 (0)3 88 41 27 30
• Istruzioni: https://www.echr.coe.int/documents/rule_39_pratico_istruzioni_ita.pdf
2. Relatore Speciale ONU sulla Tortura
• Rilevanza: Può inviare "urgent appeals" al governo italiano entro 48 ore
• Contatti diretti:
• Email urgenze: sr-torture@ohchr.org e urgent-action@ohchr.org
• Telefono: +41 22 917 9151 / +41 22 917 9152
• Fax: +41 22 917 9006
• Istruzioni invio: Modulo online: https://spsubmission.ohchr.org/
3. Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura (CPT)
• Rilevanza: Può effettuare visite ad hoc non annunciate in strutture di privazione della libertà
• Contatti diretti:
• Email: cptdoc@coe.int (Specificare "URGENT CASE - ITALY" nell'oggetto)
• Telefono: +33 (0)3 88 41 39 39
• Indirizzo: Segretariato CPT, Consiglio d'Europa, F-67075 Strasburgo Cedex, Francia
PRIORITÀ 3: PRESSIONE POLITICA NAZIONALE
1. Commissione Straordinaria per i Diritti Umani del Senato
• Rilevanza: Può convocare audizioni urgenti e interpellare direttamente i ministri
• Contatti diretti:
• Presidente: Sen. Stefania Pucciarelli
• Email Commissione: comm.dirittiumani@senato.it
• PEC: commissionedirittiumani@pec.senato.it
• Telefono Segreteria: 06.67062628 / 06.67063604
• Indirizzo: Palazzo Carpegna, Via degli Staderari, 2 - 00186 Roma
2. Ufficio per le Autorizzazioni a Procedere della Camera
• Rilevanza: Può esaminare casi di immunità e autorizzazioni procedurali
• Contatti diretti:
• Email: gi_autorizzazioni@camera.it
• Telefono: 06.67603518 / 06.67609775
3. Ufficio di Presidenza della Repubblica - Servizio per gli Affari Giuridici
• Rilevanza: Può sollecitare interventi in casi di violazione grave dei diritti costituzionali
• Contatti diretti:
• Email: servizio.giuridico@quirinale.it e protocollo.centrale@pec.quirinale.it
• Telefono: 06.46991 (centralino con richiesta di Servizio Affari Giuridici)
• Indirizzo: Palazzo del Quirinale, 00187 Roma
PRIORITÀ 4: ORGANISMI DI MONITORAGGIO SPECIALIZZATI
1. Comitato Nazionale per la Bioetica
• Rilevanza: Autorità morale in materia di trattamenti sanitari e consenso informato
• Contatti diretti:
• Email: cnbioetica@palazzochigi.it
• Telefono: 06.67795601
• Indirizzo: Via della Mercede, 96 - 00187 Roma
2. Organizzazione Mondiale della Sanità - Ufficio Europeo per la Salute Mentale
• Rilevanza: Monitora gli abusi in ambito psichiatrico nei paesi membri
• Contatti diretti:
• Email: WHOItalyOffice@who.int e euromnh@who.int
• Telefono: +45 45 33 70 00 (Ufficio Regionale Europeo)
• Indirizzo: UN City, Marmorvej 51, DK-2100 Copenaghen, Danimarca
3. Osservatorio Italiano sulla Salute Mentale
• Rilevanza: Raccoglie segnalazioni di pratiche improprie in ambito psichiatrico
• Contatti diretti:
• Email: info@osservatoriosalutementale.it
• Telefono: 06.89021314
PRIORITÀ 5: PRESSIONE MEDIATICA STRATEGICA
1. Programmi di inchiesta giornalistica con impatto politico
• Report (RAI 3)
• Email redazione: report@rai.it
• PEC: report@postacertificata.rai.it
• Telefono: 06.33178424
• Responsabile: Sigfrido Ranucci
• Piazzapulita (La7)
• Email: piazzapulita@la7.it
• Telefono: 06.86121
• Responsabile: Corrado Formigli
• Il Fatto Quotidiano - Sezione Giustizia
• Email: redazione@ilfattoquotidiano.it e segreteria@ilfattoquotidiano.it
• Telefono: 06.32818.1
• Contatto diretto: Giuseppe Pipitone (g.pipitone@ilfattoquotidiano.it)
2. ONG con alta visibilità e potere di denuncia
• Amnesty International Italia
• Email: info@amnesty.it
• PEC: amnesty.internationalitalia@pec.it
• Telefono: 06.4490210
• Ufficio Stampa: press@amnesty.it e 348.6974361
• Indirizzo: Via Goito, 39 - 00185 Roma
• Antigone
• Email: segreteria@antigone.it
• Telefono: 06.4511304
• Presidente: Patrizio Gonnella (p.gonnella@antigone.it)
• Indirizzo: Via Monti di Pietralata, 16 - 00157 Roma